SALLE
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I protagonisti di questa iniziativa sono delle persone che hanno dedicato e dedicano la propria vita alla musica. Che sia studiando, suonando, o creando qualcosa di indispensabile per la produzione della musica stessa, il loro lavoro è necessario per la sopravvivenza della musica. Il loro percorso inizia o passa inevitabilmente per Salle.
La produzione di corde armoniche, ottenute dalla lavorazione delle budella, risale alle epoche più lontane. Si tratta di una pratica antichissima presente anche in Egitto.Una leggenda sallese racconta che erano stati alcuni briganti, dopo avere ucciso il Beato Roberto, protettore del paese, a scoprire che le budella potevano emettere dei suoni. Il racconto non ha alcun fondamento storico, perché i documenti attestano la morte del frate nel 1341 acausa di malattia. Oltretutto i cordai avevano ogni interesse nel legare indissolubilmente il loro nome a quello del
protettore di Salle, per il quale arrivavano a finanziare perfino i santini con impresso il nome della bottega che li aveva commissionati. Erano realizzate preferibilmente con budella intere di agnelli di otto o nove mesi di età, secondo una prassi rigorosamente standardizzata e tramandata di padre in figlio.
Il catastoonciario del 1746, su cento capifamiglia, attesta trenta cordai e un commerciante di corde di budella, Domenico Antonio Angelucci. La lavorazione delle corde armoniche continuava ininterrottamente fino ai nostri giorni con una breve pausa nel secolo XX, durante la prima e la seconda guerra mondiale. In tale periodo un cordaio che ha ricevuto diversi riconoscimenti, di richiamo nazionale, è Roberto Salerni. Oggi non mancano le aziende di Sallesi impiantate in America conosciute a livello mondiale. Un esempio è quello della famiglia Mari. Ma la più grande è la J. D’Addario & Company, Inc., che si trova a Farmingdale negli USA.Tra i personaggi piu noti ad utilizzare le corde napoletane (quindi di origini sallesi), troviamo il grande violinista Niccolò Paganini.
Nicola Petrini nei primi anni del Novecento annota le vicende del cittadino sallese Luigi Ruffini. Lo descrive come un protagonista dell’Unità d’Italia: “Ardente patriotta, giovane robusto, svelto, bello e non senza qualche istruzione, era zelante emissario di Giuseppe Mazzini”. Spiega che grazie ad un passaporto inglese, Luigi Ruffini, alias “Cordarello”, fingeva di vendere corde di violino.
In questo modo aveva la possibilità di girare per tutte le città d’Europa e recapitare la corrispondenza tra i liberali. Ma anche di uccidere l’otto settembre 1841, a L’Aquila, il colonnello Gennaro Tonfani, Comandante delle armi di quella provincia e nel 1848, a Roma, il ministro Pellegrino Rossi.
L’autore tramanda che “Cordarello” raccontò la sua vita, presso il carcere San Francesco di Chieti, nel 1850 a suo nonno Silvestro Petrini, patriota e imprenditore, nato a Bisenti nel 1812.Comunque Cordarello non morirà in prigione anzi, dopo il 1860 grazie alle raccomandazioni di Giuseppe Garibaldi, rivestirà l’incarico di Direttore delle poste e telegrafi di Napoli.
- Bue e Montone 450
- Budello in doppia torsione tipo vence 200
- Budello rivestite in argento puro 70
- Budello per tasti (Legacci) 80
- Beniamino Toro (dal 1990)
- Pietro Toro (dal 1990)
- Toro strings (dal 1965)
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